giovedì 22 luglio 2010

Fiammiferi e cerini non son cose per bambini

"non chiamateli zolfanelli...." sono state queste le ultime parole del professor Sallustio Florence morto nell' aprile del 1975 a pochi giorni dalla data del suo compleanno che gli avrebbe permesso di raggiungere il traguardo del secolo di vita.
Chi fosse in realta' il vecchietto che discretamente si spegneva nel letto della stanza 24 della pensione "le rose" era cosa sconosciuta alle poche persone accorse al suo capezzale di moribondo. Quello che gli altri pensionanti consideravano semplicemente come un simpatico omino incartapecorito e la proprietaria come "uno che non da' problemi" era in realta' un faro dell'antropologia moderna, un innovatore, nonostante ciò nell' anno della sua morte erano in pochissimi a ricordarsi dei suoi studi e fra questi solo pochi lo facevano senza imbarazzo.



Nato a Gorizia nel 1875 il professore Sallustio già da giovane si era messo in mostra per le sue capacita' intutive nello studio delle culture umane ma il lavoro che gli dara' prima gli onori della ribalta per poi sprofondarlo nel baratro del ridicolo sara' il famoso (almeno un tempo) caso degli "Zolfanelli": secondo quanto da lui affermato gli "zolfanelli" sono una micropopolazione tribale che abita le intercapedini e gli angoli oscuri delle grandi citta' di tutto il globo, la loro religione, economia e struttura sociale si basa completamente sul fuoco tanto che la loro societa' puo' essere definita una Pirocrazia. L'esistenza di questo fantomatico e misterioso popolino spiegherebbe fenomeni come l'autocombustione umana o farebbe finalmente luce su episodi storici come l'incendio di Roma del 64 o quello di Cjicago del 1871.



La natura sfuggevole degli "Zolfanelli" ha fatto si che nessuno fino ad ora abbia mai fornito le prove certe della lora esistenza, nonostante ciò il professor Sallustio Florence ha dedicato la sua vita e la sua carriera alla loro descrizione: visitando le bettole frequentate dai pompieri dopo il servizio, esaminando e classificando centinaia di luoghi colpiti da incendi per "cause ignote" il Sallustio e' riuscito comunque ha produrre una copiosa documentazione che per quanto interessante gli e' valso solamente il titolo di "fanfarone" presto sostituito a quello di professore negli ambienti accademici.




Per rispetto al suo lavoro dobbiamo qui aggiungere che la definizione di "Zolfanelli" non e' mai stata ne accettata ne usata dal Sallustio: " ....e' come chiamare eschimesi gli inuit o pellerossa i nativi americani...." lui preferiva chiamarli PIROPIRO dall' unica parola che lui giura di avergli sentito pronunciare in tanti anni di ricerche.

Curiosità: subito dopo la sua morte la signora Adele, inquilina anch'essa della pensione Le Rose" decise di realizzare un'insolita maschera mortuaria del professore defunto, prelevandone il calco fallico ( che fra i due in passato ci fosse stato qualcosa era cosa risaputa fra i pensionanti). Oggi la parte inferiore di questo inopportuno oggetto (i testicoli per intenderci) e'
usata dalla signora Adele come posacenere da offrire ai suoi ignari e tabagisti ospiti.



2 commenti:

  1. piccoli, maligni e dispettosi.
    Cattivi? no, perfidi!
    insomma i cugini cattivi dei dardanelli.
    Adele

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  2. Grazie Ema!Sbirciando, incrociando il tuo blog mi è sempre possibile incontrare qualcosa di avventuroso, giocoso in cui perdere, in cui ritrovare. un abbraccio, dario

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